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Grazie alla collaborazione di appassionati e cultori della materia, le sale del Museo ospitano esemplari dell’arte campanaria che fecero ascoltare i propri rintocchi dall’anno 1000 ai nostri giorni, esemplari che hanno decorato chiese, templi e palazzi d’ Italia, Francia, Germania, ma anche di Cina, India, Birmania e Thailandia.
Ricca è la documentazione di bozzetti di fregi e di progetti di riparazioni di campanili danneggiati che compone l’antico archivio della Fonderia: sorprendenti abilità artigiane che nella loro originalità e qualità tecnica emozionano come vere e proprie opere d’arte. Il cospicuo materiale cartaceo relativo ai fregi, attualmente oggetto di studio e di catalogazione, verrà esposto a completamento della descrizione delle fasi che compongono la nascita della campana.
Lunga tradizione artigiana della Fonderia, qualità dei suoi prodotti e antichità dei suoi esemplari, si sommano al significato storico che i manufatti esposti assumono. La data e le iscrizioni che portano incise, il materiale di cui sono fatte, il luogo nel quale sono state ritrovate, i segni inferti dal tempo o da altri eventi, sono infatti tracce della nostra storia che ha segnato con le sue trasformazioni sociali, politiche, religiose ed economiche, la superficie bronzea della campana.
LE ATTIVITA'
Molto presente è anche la musica di matrice popolare, ospite attesa e gradita di molti pomeriggi museali attraverso le nostre ormai note visite guidate speciali che anticipano l’immersione nel variopinto mondo delle campane con gli speciali concertini di campanelli a mano.
Dal 2004 il Museo ha avviato per le scuole uno specifico percorso didattico ("Perché suona la campana"): un viaggio che comincia nelle profondità dell’antro di Vulcano e finisce sulle alte vette dei campanili rivelando sistemi di suono dai più semplici ai più complessi e a tratti spericolati.
